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WELFARE E DINTORNI

APPUNTI BUTTATI GIU' DA LA TORRE

di Pasquale la Torre pubblicista e scrittore,è infermiere professionale  presso l'Azienda Ospedaliero-universitaria di Parma.E' molto attivo nel sindacato
                                                                         

 
 UE: Associazioni e governi insieme per combattere l'emarginazione.


 Si è tenuta a Bruxelles il 9 e 10 dicembre la Consensus Conferenze per il contrasto all'emarginazione sociale in Europa.

Governi, associazioni e università, si sono dati appuntamento per tracciare una linea comune nella lotta alla povertà, all'esclusione sociale, ai senza dimora. E' proprio su questi ultimi che viene posta particolare attenzione, perché il fenomeno degli homelessness assume un rilievo di cronaca sopratutto in periodi invernali come questo.


L'obiettivo della Conferenza è dare seguito alle strategie per sconfiggere la povertà nei prossimi dieci anni previste dal Consiglio Europeo di giugno. Il dibattito è stato integrato da una giuria di esperti designati per formulare un documento unitario basato su azioni concrete e interventi mirati.


L'Italia era rappresentata dal Direttore generale per l'inclusione e i diritti sociali del Ministero del Welfare e dalla Fio.psd, federazione che unisce le associazioni per i senza dimora.

Quello che noi chiediamo è di partire con una strategia decisa contro le forme di esclusioni più gravi: è uno scandalo che sussistono ancora oggi”, ha dichiarato il presidente

presidente della Fio.psd Paolo Pezzana, che nel corso dell'intera intervista rilasciata alle agenzie stampa, ha sottolineato l'accento sull'omogenizzazione degli interventi e sul censimento dei senza dimora.

 

In Italia si stimano circa 100 mila senza tetto: 60 mila censiti, persone che hanno avuto un contatto con le istituzioni, 40 mila risultano invisibili.

In Europa le stime riguardano circa 4 milioni.

Cambia inoltre lo stereotipo del tipico “barbone”, ai margini delle strade ci sono sempre più giovani, donne, rifugiati politici e immigrati.


La Consensus Conference è un primo passo concreto di una strategia che nei prossimi dieci anni si è posta come obiettivo la riduzione della povertà per almeno 20 milioni di persone in tutta l'Europa.



PL


tratto da www.buonenotizie.it

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Nuova strategia europea sulle pari opportunità.

 

La Commissione europea ha avanzato una proposta di interventi legislativi per colmare il divario esistente tra uomo e donna, soprattutto in relazione al lavoro, al salario e all’incolumità psico-fisica.

Il piano quinquennale, prevede l’incremento delle donne impiegate nelle imprese e nelle professioni, misure a favore delle quote rosa all’interno dei consigli di amministrazione delle aziende, l’istituzione di una giornata europea per la parità salariale. Interventi mirati verranno adottati per la prevenzione delle violenze domestiche.

 

Sulle parità di genere al maschile, la Commissione propone una maggiore agibilità dei concedi parentali rivolti ai padri, e azioni a tutela dei bambini maschi, il cui abbandono scolastico è superiore a quello delle loro coetanee.

Viviane Reding, commissaria europea per la Giustizia, i diritti fondamentali e la cittadinanza, in una dichiarazione stampa ha affermato che “per rilanciare il motore della crescita, l’ Europa dovrebbe usare meglio il talento delle donne, anche nei posti di comando


 


 

Nonostante le numerose iniziative intraprese negli ultimi anni dagli organismi comunitari, attualmente in Europa si registra un tasso dell’occupazione femminile inferiore del 18% rispetto a quello maschile. Le donne continuano ad essere sotto rappresentate nei ruoli di responsabilità, il loro rischio di povertà è maggiore degli uomini, e sono le più esposte alla violenza domestica e alla tratta degli esseri umani.

 

La nuova strategia europea rilancia piani d’azione in corso e apre un solco importante non solo per la parità di genere, ma per la tutela dei diritti fondamentali.


 


 

PL


 

tratto da www.buonenotizie.it

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Viaggi più sicuri con il Passaporto sanitario.

Intraprendere un viaggio fuori dal proprio Paese per chi ha problemi di salute, a volte può comportare problemi che condizionano negativamente la vacanza.

L'introduzione del Passaporto sanitario rappresenta senza dubbio una soluzione ottimale che va incontro alle nuove tendenze di viaggio sicuro e ai bisogni di una popolazione che invecchia, quindi spesso affetta da malattie croniche che esigono controlli accurati e terapie farmacologiche continue.

Si tratta di un documento di viaggio dove vengono riportate le notizie sanitarie della persona in sette lingue (inglese, francese, spagnolo, tedesco, russo, arabo e cinese), indispensabile per i medici nel riconoscere la “storia clinica” della persona che ha bisogno di cure.

E' composto da ventiquattro pagine. Nella prima parte sono descritte le generalità anagrafiche, seguite dal gruppo sanguigno, le vaccinazioni, le malattie, le terapie in atto, le procedure da adottare, le persone da contattare in caso di urgenza.

L'iniziativa del Passaporto sanitario è stata promossa dalla Simico (Società Italiana di Medicina dei Viaggi e delle Migrazioni). Il Presidente Vincenzo Nicosia in una intervista rilasciata su un quotidiano on line sottolinea: “la vacanza...deve essere vissuta in assoluta tranquillità e con il supporto, non solo infrastrutturale, di tutti quegli strumenti che aiutino a trascorrerla più serenamente”.

Secondo i dati di Eurobarometro i cittadini europei, nonostante la crisi sono in continuo movimento, e attribuiscono al turismo la palma d'industria fra le più solide.

Anche se nel 2009 gli italiani hanno viaggiato un po' meno del solito, ha retto bene il turismo in Africa. Dal primo all'ottavo posto delle mete di vacanza preferite dagli italiani è proprio il Continente nero a dominare con Kenya, Sudafrica, Tanzania, Marocco, Tunisia, Egitto, ecc.

n considerazione di queste nuove tendenze, il Passaporto sanitario, disponibile presso i 120 Centri di Medicina dei Viaggi presenti in tutta Italia, diventa strumento indispensabile, al pari di altri documenti.

PL

Tratto da www.buonenotizie.it


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Studio all'esterno: boom di borse di studio e stage



I dati della Commissione Europea descrivono un forte incremento della formazione universitaria nei Paesi dell'UE.

Nell'anno accademico 2008/2009 sono stati 200 mila i giovani che hanno ottenuto una borsa di studio Erasmus, quasi il 9% in più rispetto all'anno precedente, a conferma del trend relativo agli ultimi tre anni.

Gli studenti che invece hanno ottenuto una borsa di studio per stage in azienda sono stati oltre 30 mila: il 50% in più rispetto all'anno precedente.

Aumenta anche il numero di docenti che aderiscono al programma Erasmus.


Il boom di partecipazioni è determinato principalmente dall'incremento dei finanziamenti stabilito dal programma comunitario di apprendimento permanente 2007/13 (Lifelong Learning Programme), che prevede un bilancio destinato all'Erasmus pari a 450 milioni di euro/anno, insieme alla strategia europea per la crescita, l'occupazione e la dotazione di conoscenze trasferibili necessarie in un mercato globale sempre più competitivo.


Il programma Erasmus, dal 1987 ad oggi, ha dato la possibilità a 2,2 milioni di studenti di svolgere un periodo di studio all'estero variabile da tre a dodici mesi. I corsi sono legalmente riconosciuti dalle università di appartenenza e dal 2007, viene data la possibilità di svolgere uno stage in impresa. Le mete più ambite sono Spagna, Francia e Germania.


Ogni anno circa 10 mila studenti italiani sognano un'esperienza di studio all'estero, e mai come in questa fase economica e sociale, le nuove competenze possono rappresentare una buona opportunità di inserimento nel mondo del lavoro.

 


tratto da www.buonenotizie.it


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INCENTIVI FISCALI CONTRO LA FUGA DI CERVELLI



Approvata alla Camera una proposta di legge bipartisan per contrastare la fuga di scienziati all'estero e promuoverne il rientro in Italia.


Il provvediemnto approvato, oltre a una favorevole leva fiscale, prevede una serie di semplificazioni burocratiche che agevolerannoo le procedure di rientro.

Potranno usufruire degli incentivi fiscali i giovani under 40 che da almeno due anni continuativi lavorano in un Paese diverso dall'Italia, i cittadini comunitari under 40 che abbiano svolto studi all'estero per almeno 2 anni per il conseguimento di una laurea o una specializzazione post lauream.

I beneficiari degli incentivi dovranno necessariemnte trasferire il domicilio in Italia entro tre mesi dal rientro. Perderanno invece il beneficio se cambiani la residenza o il domicilio fuori dall'Italia prima di 5 anni dalla fruizione del primo beneficio fiscale.

I redditi da lavoro (dipendente, d'impresa, autonomo) percepiti dai giovani che fanno rientro, concorrerrano alla formazione dell'imponibile in misura ridotta, pari al 20% per le lavoratrici dipendenti e per i lavoratori dipendenti presso una struttura produttiva della Sardegna e delle Regioni del Mezzogiorno. In questo caso gli incentivi riguardano anche i datori di lavoro.

La percentuale viene stimata al 30% per le altre Regioni.

Il testo normativo prevede la validità triennale del provvedimento, dalla data dell'entrata in vigore al 31 dicembre 2010.


Precarietà, salari bassi e scarso merito, spingono i giovani ricercatori a lasciare l'Italia Secondo le stime Ocse i lavoratori italiani altamente qualificati che lavorano all'estero rappresentano il 7% dell'intera polazione laureata . La fuga selettiva dei ricercatori è più alta rispetto agli altri Paesi.


Considerato il carattere bipartisan della proposta legge è auspicabile il buon esito finale nella lettura al Senato, e quindi la prospettiva favorevole del patrimonio scientifico e culturale del nostro Paese.


PL


tratto da www.buonenotizie.it (economia e lavoro)



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Casa facile” per gli anziani.


Un nuovo progetto finanziato dalla Comunità Europea è stato presentato a Trieste in occasione della “Domus persona”, fiera internazionale dedicata alla domiciliarità di anziani e persone disabili.

L'iniziativa, attualmente in fase di sperimentazione in Finlandia, Danimarca, Grecia e Irlanda, si basa principalmente sull'innovazione tecnologica delle case dove vivono anziani soli.


Nella prima fase del progetto sono stati coinvolti 40 anziani affetti da demenza senile di livello lieve o medio insieme ai rispettivi caregiver.

Il sistema tecnologico ideato per supplire alle inadeguate attività di vita dell'anziano solo prevede un televisore touch screen, una componente domotica collegata agli allarmi, un sistema audio e video programmato per ricordare orari delle medicine e altre scadenze, una serie di giochi cognitivi e album fotografici che aiutano a contrastare la demenza.

Il personale dedicato all'assistenza avrà inoltre la possibilità di aggiornare i dati sulla cartella clinica personalizzata e interagire per via web con i medici specialisti.

Silvia Bellini, assistente del progetto, in una dichiarazione riportata degli organi di stampa spiega “stiamo anche lavorando nell'ottica di ottenere delle analisi statistiche per ogni paziente: in questo modo se noi sappiamo, ad esempio, che l'anziano dorme mediamente 8 ore per notte saremo in grado di capire che c'è qualcosa che non va se una notte ne dorme 4 e quindi dare l'allarme”.


In Europa una persona su 5 ha più di 60 anni. Secondo il rapporto “Stato di salute e prestazioni sanitarie della popolazione anziana” del Ministero della Salute, la popolazione anziana oggi in Italia determina il 37% dei ricoveri ospedalieri ordinari e il 49% delle giornate di degenza e dei relativi costi.


Il progetto presentato a Trieste e destinato in futuro a tutti i paesi della UE, dimostra che gli investimenti strutturali sulla non autosufficienza e il processo di domiciliarità delle cure passano inevitabilmente dalle nuove tecnologie e dal web.

 

PL



tratto dal sito www.buonenotizie.it (salute e benessere)
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 Contrasto alle droghe: inaugurato nuovo portale web.


Presentato a Roma il nuovo sito del Dipartimento politiche antidroga diretto da Giovanni Serpelloni.

Il portale www.droganews.it, creato in collaborazione con il Ministero della Salute e l' UNICRI (United Nation Interregional Crime and Justice Research Institute) si caratterizza come strumento informativo per cittadini e addetti ai lavori che vogliono approfondire le conoscenze sui problemi della droga.

Sul sito è possibile consultare notizie aggiornate, ricerche, newsletter mensile, spazi interattivi con gli esperti, linee guida, studi scientifici accreditati e aggiornamenti sul traffico illegale degli stupefacenti.

Quattordici redattori lavorano quotidianamente insieme ad un gruppo di esperti nella selezione delle notizie e negli approfondimenti tematici.


Secondo i dati del rapporto 2008 OEDT (Agenzia europea sulle droghe), l'Italia è tra i Paesi che registra negli ultimi12 mesi il più alto consumo di cocaina. Sempre nello stesso anno 124 mila persone con età media di 35 anni si sono rivolte ai Sert per problemi legati all'uso di oppioidi.


Il nuovo portale istituzionale rappresenta un ulteriore risposta alle richieste sui problemi della droga. Solo nel 2009, i siti antidroga hanno registrato circa 8 milioni di contatti.


Pasquale la Torre



 

Nuova guida multilingue per famiglie e badanti.




Dal 7 gennaio è possibile acquistare insieme al Corriere della Sera Badandum 2010, manuale di 192 pagine curato dal geriatra Vito Noto e realizzato in collaborazione con il Centro studi cure domiciliari.

La guida, redatta in linguaggio semplice e tradotta in 8 lingue (italiano, rumeno, russo, polacco, arabo, inglese e spagnolo), viene concepita come utile vademecum per 700 mila badanti e 3 milioni di famiglie italiane che richiedono assistenza per i propri parenti.

Nella prima parte sono descritte le buone pratiche della cura agli anziani non autosufficienti: alimentazione, igiene, sicurezza domestica, prevenzione lesioni da decubito, ecc.

La seconda parte è composta da 52 agende settimanali dove vengono descritti consigli pratici e informazioni riguardanti norme contrattuali, contributi previdenziali, permessi di soggiorno e numeri utili.


Tra il 2001 e il 2008 il numero di colf e badanti ha registrato in Italia un incremento del 37%, sono presenti in circa il 10% delle famiglie, e provengono principalmente dai paesi dell’Est, l’America Latina, le Filippine e l’Africa.

La media lavorativa settimanale è di 35 ore, lo stipendio medio si aggira sui 930 euro; l’Adoc stima che il servizio offerto fa risparmiare allo Stato 45 miliardi di euro l’anno in welfare non elargito.


Badandum 2010 rappresenta uno strumento utile anche sotto il profilo dell’integrazione sociale, perché ai consigli pratici aggiunge una serie aggiornata di informazioni sugli ambiti che disciplinano la convivenza civile e regolare dei cittadini.


P.L


 

primi dati del dossier preparato dalla Cai (Commissione per le adozioni internazionali) confermano l'Italia leader nel mondo, seconda soltanto agli USA che nel 2009 hanno registrato una flessione pari al 27%.

A fronte di una tendenza generalizzata alla diminuzione dei minori destinati all'adozione che si è registrata negli ultimi cinque anni, l'Italia, nello stesso periodo ha visto crescere il numero di adozioni. Nel 2008 sono stati adottati 3975 minori, lo scorso anno invece 3964 provenienti da 62 Paesi,

Secondo i dati Cai, l'89% delle coppie richiedenti un'adozione sono senza figli. Il livello culturale è alto rispetto alla media nazionale della popolazione, la professione più diffusa è l'impiegato, seguono per i mariti le professioni intellettuali e per le donne le professioni tecniche, intellettuali e scientifiche ad alta specializzazione.

I minori adottati tra il 2000 e il 2009 sono stati 25860, provenienti principalmente dalla Federazione Russa (18%), Ucraina (15%) e Colombia (9%), a cui seguono Vietnam, Nepal e Cambogia.

Il trend in crescita può essere attribuito in parte all'intensa attività della Cai, che collaborando con le autorità dei Paesi di provenienza nel superamento dei problemi organizzativi, ha favorito l'ingresso dei primi 23 minori dalla Cina, all'accordo bilaterale con la Federazione Russa e alla positiva conclusione del Forum Panafricano svoltosi nel Burkina Faso nel mesi dicembre 2009.


 

L'adozione è l'istituto giuridico atto a garantire ad un minore in grave stato di abbandono e maltrattamento, il diritto a vivere serenamente all'interno di una famiglia diversa da quella biologica. In Italia, questo istituto è disciplinato dalla legge 184/1983, mentre a livello internazionale vige la Convezione dell'Aja.(ratificata in Italia con L476/98).

Gli Enti autorizzati al processo di adozione sono presenti sul territorio nazionale con 332 sedi.

Le informazioni sono facilmente reperibili sui siti istituzionali (es www.commissioneadozioni.it), su quelli delle associazioni, oppure attraverso numero verde 800002393.


 

P.L


 

tratto da www.buonenotizie.it (cronaca e società)

 

 

Tossicodipendenza: cresce l’affido domiciliare dei farmaci sostitutivi

Aumenta il numero dei pazienti tossicodipendenti da eroina che ricorrono all’affido terapeutico farmacologico. Il dato emerge da una ricerca Gfk-Eurisko presentata a Roma, che attraverso un campione di 100 medici che operano nei Sert (Servizi di recupero tossicodipendenze) del territorio nazionale, rivela un trend in crescita (23%) dal 2008 al 2009 di tossicodipendenti che gestiscono la propria terapia a domicilio, passando dal 61% al 75%. Di questi, il 39,5% ritira i farmaci settimanalmente, e dimostra secondo il commento di Isabella Cecchini di Eurisko, un rafforzato rapporto di fiducia medico-paziente. 

 Il maggiore ostacolo all’affido terapeutico domiciliare, secondo i medici intervistati, riguarda l’utilizzo improprio dei farmaci: dall’overdose, all’ingestione da parte dei minori, allo spaccio.

 Questo incoveniente sembra essere ridimensionato dall’introduzione di nuove terapie a base di buprenorfina e naloxone, associazione che viene assunta per via sublinguale, e che raramente può dare overdose. Inoltre risulta procurare effetti sgradevoli se iniettato per via endovenosa, rendendolo poco disponibile verso il mercato dello spaccio.

 La psicoterapeuta Gianna Schelotto, in una dichiarazione riportato dalla stampa, sottolinea “potersi curare a casa, in un contesto rassicurante, senza il controllo quotidiano degli operatori, permette al tossicodipendente di inscrivere i propri comportamenti in un quadro d’insieme nel quale agisce in sintonia con gli altri, pur restando libero dalle proprie scelte questo gli renderà più facile percepire il senso di responsabilità personale e sentirsi parte attiva di un possibile processo di cambiamento”.

 In Italia, i tossicodipendenti da eroina sono circa 210 mila. Nel 2008 124 mila utenti si sono rivolti ai Sert, il 75% di questi per uso di oppioidi, l’età media 35 anni. Preoccupa l’aumento dell’uso di oppioidi, alcool e cannabis da parte dei giovani.

  Le nuove applicazioni farmacologiche evidenziano un dato dato positivo in termini di affidabilità terapeutica e di recupero psicofisico.

Pasquale la Torre


 

tratto da www.buonenotizie.it

 


Protezione della privacy: nuovi stantard internazionali.
 

Nel corso della 31ma Conferenza internazionale delle Autorità Garanti tenutasi a Madrid, è stato approvato un pacchetto di regole e princìpi guida

Il dispositivo fissa gli stantard che ogni ordinamento giuridico deve assicurare in materia di protezione dati, sia nel settore pubblico, che in quello privato.

I 50 Garanti hanno condiviso una serie di princìpi, di questi i principali riguardano: trasparenza, liceità, proporzionalità, sicurezza, rettifica e cancellazione a seguito di contestazione, responsabilità del titolare, rafforzamento della protezione dati sensibili, valutazione preventiva su impatto privacy. Particolare rilievo è stato dato alla tutela online dei minori.

 Il presidente dell’Autorità Garante Privacy italiana, Francesco Pizzetti, in una dichiarazione apparsa su una nota stampa, afferma che la risoluzione “consiste in una serie di prescrizioni a tutela della protezione dei dati dei cittadini che, muovendo da un impianto simile a quello della Direttiva europea, definisce principi generali in modo tale che possono essere accettati anche da Autorità di altri Paesi con una diversa cultura della protezione dei dati. Oggi, la protezione o è globale o non è”. Dalla Conferenza infatti, oltre alle misure utili all’armonizzazione degli stantard in materia di privacy, proviene l’idea di un sito web per favorire la circolazione internazionale dei documenti e delle informazioni.

 In materia di norme sulla protezione dei dati, secondo l’ultimo rapporto dell’associazione Privacy International, l’Italia “Paese con buona salvaguardia, ma debole protezione”, si posiziona nella fascia intermedia, e comunque sopra Francia, Spagna e Regno Unito.

 tratto da www.buonenotizie.it (cronaca e società)

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LA SALUTE MENTALE VA IN ODA
Ogni mercoledì, dalle 11 alle 12, andrà in onda sulle frequenze di Radiofragola e Radiopopolare, la trasmissione radiofonica condotta dalla nota voce di Radio 2 Massimo Cirri, che coordinerà un gruppo di voci in onda da Trieste, capitale mondiale della salute mentale. Prenderanno voce persone che hanno sofferto, soffrono o potrebbero soffrire per un problema di salute mentale.
  Il conduttore, in una dichiarazione apparsa sul sito Superabile.it, spiega: “ l’idea è nata con gli amici dei servizi di salute mentale di Trieste per provare a riportare in piazza la questione….cercheremo di raccontare cosa succede in tutti quei luoghi in cui, da molti decenni prima del ’78 (l’anno della legge Basaglia), ma soprattutto dopo, si fanno cose belle e interessanti che rompono lo stigma e mettono le persone in comunicazione tra loro. Certo racconteremo anche le cose che non vanno, perché la salute mentale riguarda tutti”.
 disturbi psichiatrici sono tra le maggiori cause di sofferenza di disabilità nel mondo. I problemi connessi al disagio psichico interessano soprattutto i Paesi industrializzati, comportano un elevato costo in termini di disabilità e spese sempre più onerose per i singoli e la collettività. Secondo i dati riportati dalla letteratura scientifica internazionale, nel breve periodo, il 20% della popolazione adulta sarà affetta da uno o più disturbi mentali indicati nell’ ICD-10 (International Classification of Disease) dell’OMS, mentre il disagio psichico nell’età evolutiva, attualmente è nella media del 16%.
 
Protezione della privacy: nuovi stantard internazionali.

 


La Prefettura di Trieste, in collaborazione con la Regione Friuli Venezia Giulia, l’Inail, il Centro per l’impiego e l’Azienda Servizi Sanitari (Triestina 1), ha redatto un opuscolo informativo rivolto rispettivamente alle vittime di infortuni e ai loro familiari.

La guida, consultabile online su diversi siti istituzionali, tra cui www.puntosicuro.it , si presenta chiara e descrive in modo sistematico la gestione delle competenze da parte degli Enti interessati. Nella prima parte, viene presa in esame la materia riguardante le tutele delle vittime (cure mediche, rendita per inabilità permanente, collocamento mirato, ecc), insieme all’indicazione dell’Ente erogatore, i requisiti e i termini della domanda. Nella seconda parte invece, si esaminano i diritti dei familiari (rendita ai superstiti, assegno, funerario, fondo di sostegno, assegno continuativo mensile, ecc).

In Italia, nonostante il lieve miglioramento della situazione negli ultimi anni, gli incidenti sul lavoro rappresentano un grave fenomeno sociale. Nel 2008 sono stati denunciati circa 875 mila infortuni, di cui 1140 mortali. Molto spesso le vittime e i loro congiunti, a seguito l’incidente e in situazioni di grave stress, si trovano ad affrontare anche complessità di ordine burocratico.

L’opuscolo “infortuni sul lavoro: vademecum per le vittime e i loro familiari” realizzato dalla prefettura di Trieste, rappresenta un valido contributo per un’informazione mirata e per facilitare la gestione delle pratiche attraverso l’indicazione dettagliata degli Enti preposti.

La Regione Friuli ha istituito di recente, un fondo di solidarietà per il sostegno economico ai familiari delle vittime del lavoro.


Pasquale la Torre


tratto da www.buonenotizie.it (economia e lavoro)
 

 

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   Nuove opportunità per gli studenti italiani                                                                              

 Per la prima volta, borse di studio Erasmus Mundus agli studenti dell'UE



Bruxelles, 29 luglio 2009. L'anno accademico 2009-2010 si presenta con importanti novità, infatti, per la prima volta gli studenti europei e non solo quelli provenienti dai paesi terzi, potranno usufruire di borse di studio finanziate dalla Commissione europea. Erasmus Mundus, comprende una serie di azioni (progetti, borse di studio, dottorati, mobilità individuale), finalizzate alla cooperazione dell'istruzione superiore, al miglioramento dei percorsi di carriera e agli scambi internazionali di studenti e istituzioni.

Dal prossimo anno verranno attivati 13 dottorati. l'Italia coordinerà quattro di questi e sarà partner dei restanti nove.

L'Agenzia delle entrate con risoluzione 109/E del 23-04-2009 ha detassato le borse di studio dall'imponibile IRPEF e IRAP, accogliendo l'istanza congiunta delle università,

che rivendicava l'adeguamento rispetto agli altri paesi dell'UE.

Sulle iniziative di mobilità individuale dell'External Cooperation Windows, le università italiane saranno presenti in 34 progetti su 36 selezionati, e i risultati migliori sono stati conseguiti da Bologna, Padova, dal politecnico di Milano e di Torino.

Giovanni Finocchietti, responsabile del Punto di contatto Italia Erasmus Mundus, in un comunicato stampa spiega: "Fino ad oggi, il programma ha elargito borse di studio soltanto agli studenti dei paesi terzi. Se gli studenti italiani hanno aderito ad Erasmus Mundus è grazie alle nostre università che hanno messo a disposizione le proprie risorse finanziarie".

Nell'ambito della formazione superiore si segnala la recente intesa tra Isfol (istituto per la formazione professionale dei lavoratori) e alcuni Atenei del mezzogiorno per la creazione di un network sull'orientamento e la formazione di qualità.

Pasquale La Torre

tratto da www.buonenotizie.it


 

L'opuscolo informativo sarà utile per riconoscere e denunciare il fenomeno



 

23 luglio 2009. L'Agenzia Umbria Ricerche ha realizzato per conto della Regione, una guida pratica per far conoscere il fenomeno mobbing. Il documento, redatto in ventisei pagine e consultabile online, fornisce una serie di indicazioni semplici e chiare rivolte principalmente ai lavoratori e a chi si interessa del problema. Una delle caratteristiche del mobbing, si basa sulla difficoltà delle vittime a chiedere aiuto; la guida infatti, contiene informazioni sul riconoscimento del fenomeno, la tutela guiridica, le garanzie legali e le strutture istituzionali, sindacali, sanitarie e associative, presso le quali rivolgersi.
In Italia, si stima che le vittime del mobbing siano circa 1,5 milioni, il 65% concentrata nelle regioni del nord, il 52% donne e il 70% nella pubblica amministrazione. Circa il 40% delle

vittime, può subire mobbing da uno a cinque anni, il 25% invece, può protarsi fino a dieci anni.
In Europa, un range che va dall'8 al 13% di suicidi, trova cause nel mobbing (dati Inas Apq, Ispels, Osservatorio nazionale mobbing).

La tutela giuridica italiana sul lavoro è ampia e articolata: codice civile e penale, Statuto dei lavoratori, L. 626/94, Risoluzione europea 2001, sentenze cassazione, il nuovo D.lgs 81/2008. Manca però una legge specifica contro il mobbing sul modello della Svezia, che dal 1992 si è dotata di un dispositivo legislativo specifico per prevenire e contrastare questo fenomeno.
La difficoltà a diagnosticare il mobbing come malattia professionale, il profilo psicologico delle vittime, l'inadeguato sviluppo organizzativo, i condizionamenti esterni al lavoro, le problematiche economiche e il sottile confine con lo straining e il burn-out, giustificano un approccio giuridico mirato che agevoli l'azione coordinata tra istituzioni, imprese, associazioni, Ausl e sindacati.

La Regione Umbria, insieme al Friuli e all'Abruzzo, nel 2005 ha emanato una legge regionale specifica che prevede percorsi mirati e un osservatorio regionale. Giuliano Bussotti, ricercatore dell'Agenzia Umbria, in un comunicato stampa spiega che "...bisogna fare di più, è necessario inserire la politica di monitoraggio nelle pieghe dei contratti nazionali delineando così una buona prassi di gestione del rischio mobbing, sia nel pubblico che nel privato".

La guida presentata rappresenta un passo avanti nell'informazione e uno stimolo alla presa di coscienza, rispetto a un fenomeno che condiziona negativamente il benessere dei lavoratori e la spesa sociale derivata.

Pasquale La Torre

tratto da www.buonenotizie.it (lavoro)

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 Sicurezza sul lavoro: nuovo progetto pilota

Prende via una campagna di sensibilizzazione rivolto ai lavoratori stranieri
 14 luglio 2009. La Regione Lombardia diventa area pilota per il progetto "Lavorare sicuri", inaugurato a Brescia e destinato a diffondersi gradualmente su tutto il territorio nazionale. L'iniziativa promossa dall'Inail, prevede la formazione di 250 operatori di sportello e 350 mediatori culturali, ed è finalizzata a facilitare il rapporto con le diverse etnie, l'informazione sulla sicurezza, l'organizzazione, i ruoli dei preposti, le tutele, i doveri e i rapporti con l'Istituto.

Il progetto prende il via in Lombardia, perché a causa della composizione demografica, della popolazione lavorativa e dei processi produttivi, viene considerata l'area più a rischio, dove si registra un alto numero di infortuni.

Il quadro complessivo della sicurezza sul lavoro resta problematico per il numero degli infortuni, gli incidenti mortali (in diminuzione) e l'aumento di denunce riguardanti proprio i lavoratori extracomunitari.

Alfonso Speranza, direttore Inail Lombardia, in una dichiarazione stampa spiega che "il numero elevato di incidenti tra i lavoratori stranieri, dipende da fattori legati alla cultura, alla lingua e alla percezione del rischio". Si possono aggiungere a questi fattori le aree a rischio (metallurgia, legno, edilizia, plastica) dove questi lavoratori vengono impiegati, e l'età anagrafica che connota un certo grado di inesperienza, infatti il 54% degli infortunati ha meno di 34 anni.

Nel corso degli ultimi anni, le iniziative a favore della sicurezza, si sono moltiplicate e sono aumentate anche quelle rivolte ai lavoratori stranieri. Una delle più recenti e significative è stata promossa dalla provincia di Roma, dove sono stati organizzati corsi contro il caporalato e sono state pubblicate guide multilingue su segnaletica, controlli sanitari, e istruzioni comportamentali.

Pasquale La Torre
tratto da
www.buonenotizie.it

 

Nuove direttive europee per attrarre i cervelli stranieri

L'UE approva nuove norme per favorire il lavoro qualificato e la sicurezza





10 giugno 2009. In tempo di elezioni del Parlamento europeo, di crisi economica, aumento della disoccupazione e di problemi sull'immigrazione, l'Unione Europea approva definitivamente due direttive comunitarie che tentano di aprire nuovi scenari di sviluppo e di garanzia su lavoro e sicurezza. I due provvedimenti corrispondono rispettivemente alla "blue card" e alle sanzioni previste per i datori di lavoro che utilizzano manodopera immigrata irregolarmente.
La prima consiste in un dispositivo normativo che agevola l'ingresso e la regolarizzazione di lavoratori extracomunitari altamente qualificati. Scopo della direttiva è quello di attrarre i "cervelli stranieri" in Europa, in considerazione del fatto che questi professionisti vanno a fare carriera prevalentemente in Australia (9,9%), Canada (7,3%) e

USA. Solamente l'1,5% resta nei paesi dell'UE.
Sono previste quindi corsie preferenziali in termini di regolarizzazione del permesso di soggiorno e impiego attraverso contratti di lavoro stabiliti dalle norme nazionali dedicando molta attenzione alla verifica delle qualifiche presentate.
La direttiva prevede inoltre una serie di clausole per i professionisti, sopratutto operatori sanitari, che provengono da paesi in via di sviluppo, già in crisi di risorse umane qualificate.

In merito alla sicurezza sul lavoro e il contrasto allo sfruttamento della manodopera illegale, la direttiva europea, prescrive il controllo da parte dei datori di lavoro dello stato giuridico (cittadinanza, permesso, residenza) dei lavoratori assunti. Le indampienze verranno sanzionate sotto il profilo amministrativo e penale, insieme al pagamento dei contributi non versati allo Stato. Per i lavoratori irregolari è prevista l'assistenza da parte di enti terzi (sindacati, associazioni, ecc) e la possibilità di un permesso di soggiorno che faciliti la ricerca di lavoro regolare.

Sull'adempimento alle Direttive da parte dei paesi membri, non sono previste sanzioni, ma l'obbligo di stilare un rapporto annuale alla Commissione sui controlli effettuati.

Pasquale La Torre


tratto da
www.buonenotizie.it

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Privacy: no al nome del farmaco sullo scontrino fiscale

Il divieto proviene dal Garante della privacy


10 maggio 2009. In tempo di dichiarazione dei redditi, emerge l'imbarazzo di milioni di italiani che devono consegnare al CAF o al proprio commercialista, gli scontrini fiscali riportanti i nomi di farmaci. Dal primo gennaio 2010, quindi dalla prossima dichiarazione dei redditi, questo incoveniente sarà superato grazie al provvedimento del Garante Privacy, che vieta l'utilizzo del nome del farmaco sullo scontrino fiscale rilasciato dalle farmacie. A seguito di numerosi ricorsi da parte dei cittadini, è stata avviata un'istruttoria del Garante, in concerto con l'Agenzie delle entrate e Federfarma, per trovare soluzioni condivise a tutela della privacy.
Lo scontrino, dovrà solo riportare il codice alfanumerico, corrispondente al numero di autorizzazione all'immissione in commercio (AIC). In questo modo,

si assicura la tracciabilità del farmaco, la correttezza fiscale e la riservatezza delle persone.
Il Garante ha disposto inoltre che entro tre mesi, l'Agenzia delle entrate, dovrà fornire indicazioni sul nuovo scontrino fiscale, a cui le farmacie dovranno adeguarsi entro il 1° gennaio 2010.

Tra gli ultimi provvedimenti a tutela della privacy, si segnalano il divieto di ripresa visiva negli spogliatoi e l'affermazione degli obblighi, previsti dallo Statuto dei lavoratori, in merito a riprese visive in attività di lavoro.

Pasquale La Torre


tratto da
www.buonenotizie.it 
 

 

LA SALUTE MENTALE VA IN ODA
 

Trieste parte “La Terra è blu”, prima trasmissione radiofonica sul disagio mentale.

 Ogni mercoledì, dalle 11 alle 12, andrà in onda sulle frequenze di Radiofragola e Radiopopolare, la trasmissione radiofonica condotta dalla nota voce di Radio 2 Massimo Cirri, che coordinerà un gruppo di voci in onda da Trieste, capitale mondiale della salute mentale. Prenderanno voce persone che hanno sofferto, soffrono o potrebbero soffrire per un problema di salute mentale.

 Il conduttore, in una dichiarazione apparsa sul sito Superabile.it, spiega: “ l’idea è nata con gli amici dei servizi di salute mentale di Trieste per provare a riportare in piazza la questione….cercheremo di raccontare cosa succede in tutti quei luoghi in cui, da molti decenni prima del ’78 (l’anno della legge Basaglia), ma soprattutto dopo, si fanno cose belle e interessanti che rompono lo stigma e mettono le persone in comunicazione tra loro. Certo racconteremo anche le cose che non vanno, perché la salute mentale riguarda tutti”.

 I disturbi psichiatrici sono tra le maggiori cause di sofferenza di disabilità nel mondo. I problemi connessi al disagio psichico interessano soprattutto i Paesi industrializzati, comportano un elevato costo in termini di disabilità e spese sempre più onerose per i singoli e la collettività. Secondo i dati riportati dalla letteratura scientifica internazionale, nel breve periodo, il 20% della popolazione adulta sarà affetta da uno o più disturbi mentali indicati nell’ ICD-10 (International Classification of Disease) dell’OMS, mentre il disagio psichico nell’età evolutiva, attualmente è nella media del 16%.

In Italia, solo la depressione, colpisce 5 milioni di persone. Di queste, solo il 18% riceve una cura appropriata.

 “La Terra è blu”, per la sua rilevanza comunicativa, s’inserisce come importante risorsa nell’ambito delle iniziative promosse dalle istituzioni e da oltre 150 associazioni, a favore del benessere e della salute mentale.

Tratto da www.buonenotizie.it (salute e benessere)

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In Italia, solo la depressione, colpisce 5 milioni di persone. Di queste, solo il 18% riceve una cura appropriata.

 “La Terra è blu”, per la sua rilevanza comunicativa, s’inserisce come importante risorsa nell’ambito delle iniziative promosse dalle istituzioni e da oltre 150 associazioni, a favore del benessere e della salute mentale.

Tratto da www.buonenotizie.it (salute e benessere)

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Nuova guida multilingue per famiglie e badanti.


Dal 7 gennaio è possibile acquistare insieme al Corriere della Sera Badandum 2010, manuale di 192 pagine curato dal geriatra Vito Noto e realizzato in collaborazione con il Centro studi cure domiciliari.

La guida, redatta in linguaggio semplice e tradotta in 8 lingue (italiano, rumeno, russo, polacco, arabo, inglese e spagnolo), viene concepita come utile vademecum per 700 mila badanti e 3 milioni di famiglie italiane che richiedono assistenza per i propri parenti.

Nella prima parte sono descritte le buone pratiche della cura agli anziani non autosufficienti: alimentazione, igiene, sicurezza domestica, prevenzione lesioni da decubito, ecc.

La seconda parte è composta da 52 agende settimanali dove vengono descritti consigli pratici e informazioni riguardanti norme contrattuali, contributi previdenziali, permessi di soggiorno e numeri utili.


Tra il 2001 e il 2008 il numero di colf e badanti ha registrato in Italia un incremento del 37%, sono presenti in circa il 10% delle famiglie, e provengono principalmente dai paesi dell’Est, l’America Latina, le Filippine e l’Africa.

La media lavorativa settimanale è di 35 ore, lo stipendio medio si aggira sui 930 euro; l’Adoc stima che il servizio offerto fa risparmiare allo Stato 45 miliardi di euro l’anno in welfare non elargito.


Badandum 2010 rappresenta uno strumento utile anche sotto il profilo dell’integrazione sociale, perché ai consigli pratici aggiunge una serie aggiornata di informazioni sugli ambiti che disciplinano la convivenza civile e regolare dei cittadini.


P.L

 

 

INCENTIVI FISCALI CONTRO LA FUGA DI CERVELLI


 


 

Approvata alla Camera una proposta di legge bipartisan per contrastare la fuga di scienziati all'estero e promuoverne il rientro in Italia.


 

Il provvediemnto approvato, oltre a una favorevole leva fiscale, prevede una serie di semplificazioni burocratiche che agevolerannoo le procedure di rientro.

Potranno usufruire degli incentivi fiscali i giovani under 40 che da almeno due anni continuativi lavorano in un Paese diverso dall'Italia, i cittadini comunitari under 40 che abbiano svolto studi all'estero per almeno 2 anni per il conseguimento di una laurea o una specializzazione post lauream.

I beneficiari degli incentivi dovranno necessariemnte trasferire il domicilio in Italia entro tre mesi dal rientro. Perderanno invece il beneficio se cambiani la residenza o il domicilio fuori dall'Italia prima di 5 anni dalla fruizione del primo beneficio fiscale.

I redditi da lavoro (dipendente, d'impresa, autonomo) percepiti dai giovani che fanno rientro, concorrerrano alla formazione dell'imponibile in misura ridotta, pari al 20% per le lavoratrici dipendenti e per i lavoratori dipendenti presso una struttura produttiva della Sardegna e delle Regioni del Mezzogiorno. In questo caso gli incentivi riguardano anche i datori di lavoro.

La percentuale viene stimata al 30% per le altre Regioni.

Il testo normativo prevede la validità triennale del provvedimento, dalla data dell'entrata in vigore al 31 dicembre 2010.


 

Precarietà, salari bassi e scarso merito, spingono i giovani ricercatori a lasciare l'Italia Secondo le stime Ocse i lavoratori italiani altamente qualificati che lavorano all'estero rappresentano il 7% dell'intera polazione laureata . La fuga selettiva dei ricercatori è più alta rispetto agli altri Paesi.


 

Considerato il carattere bipartisan della proposta legge è auspicabile il buon esito finale nella lettura al Senato, e quindi la prospettiva favorevole del patrimonio scientifico e culturale del nostro Paese.


 

PL


 

tratto da www.buonenotizie.it (economia e lavoro)

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UE: Associazioni e governi insieme per combattere l'emarginazione.