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CONVEGNI


CONVEGNO

SANITA’ E FEDERALISMO FISCALE:IL DIRITTO ALLA SALUTE TRA SISTEMA NAZIONALE
E DECENTRAMENTO REGIONALE


MARTEDI’ 24 MAGGIO 2011 ORE 15
SALA CONGRESSI AZIENDA OSPEDALIERO-UNIVERSITARIA –VIA ABBEVERATOIA – PARMA

Il federalismo fiscale relativo all'assistenza sanitaria prevista dalle norme approvate , affronta il tema dell'autonomia finanziaria e impositiva delle regioni e individua una serie di norme, come i costi standard per determinare la spesa e il fabbisogno regionale nel settore della tutela della salute. L'associazione Marino savini intende con il presente incontro, attraverso il contributo di qualificati professionisti, porre all'attenzione degli operatori del settore un approfondimento sui criteri della riforma.
Presenta:
Rocco Caccavari - Presidente Associazione Marino Savini
Intervengono:
Francesco Longo - Università Bocconi di Milano - Professore associato di Economia delle aziende e delle Amministrazioni Pubbliche presso l'Istituto di Pubblica Amministrazione e Sanità (IPAS). Direttore del CERGAS - centro di ricerche sulla gestione dell'assistanza sanitaria dell''Università Bocconi, membro dello Steering Committee European Foundation for Management - Public Sector e del Comitato Scientifico dell'Associazione Nazionale dei Direttori di Distretto (CARD).
Leonida Grisendi - Direttore Generale Azienda Ospedaliero Universitaria di Parma.
Ettore Brianti - Direttore sanitario Azienda Unità Sanitaria Locale di Parma
Tausto Viviani- CGIL Dipartimento Welfare Regione Emilia Romagna
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Le nuove tecnologie e il progresso scientifico hanno dato ai medici contemporanei un potere di vita e di morte senza precedenti. Marino nel suo libro “Nelle tue mani” affronta temi di grande attualità, come l'eutanasia, il testamento biologico, la ricerca sulle cellule staminali e altro, che escono dai limiti della scienza per coinvolgere l'opinione pubblica e le singole persone con i loro sentimenti e le loro emozioni. L'Associazione Marino Savini intende, in questa occasione, presentare il pensiero di Ignazio Marino, chirurgo e trapiantologo di fama internazionale e protagonista di spicco della politica italiana nell'incontro con un Uomo di fede di alte responsabilità religiose, il Vescovo di Parma S.E. Enrico Solmi. Un obiettivo dell'Associazione è proporre contatti e ricerche comuni per sorreggere la convinzione che “chi sceglie ancora oggi di fare il medico lo faccia per passione, con l'impegno di condividere sofferenze e gioe altrui”.

 
“Di qui e d’altrove” Art brut
 
Da venerdì 11 marzo a domenica 27 marzo 2011
ARTE IN REGGIA
Reggia di Colorno
“Di qui e d’altrove” Art brut
Sale
Espositive della Reggia di Colorno
Inaugurazione venerdì 11 marzo Ore 16
 
Introduzione: Rocco Caccavari, Presidente Associazione Marino Savini
Relazione: “Artbrut e la mente senza confini”, Caterina Nizzoli e Nicola Mazzeo
Partecipano: Giuseppe Romanini, Assessore alla Cultura Provincia di Parma | Massimo Fabi, Direttore Azienda Sanitaria Locale di Parma.
 
Ore 17 - Lenz Rifrazioni
HAMLET - Frammenti, da William Shakespeare
Performer Barbara Voghera
Testi ritradotti e riscritti da Francesco Pititto
Performance a cura di Maria Federica Maestri
Produzione Lenz Rifrazioni
 
Orari di visita: dal giovedì alla domenica 10-13 e 15-18
 
 
L’Associazione Marino Savini si propone con questa iniziativa di continuare la ricerca di altri linguaggi e di nuovi contenuti sulla salute per consegnare alla conoscenza collettiva prove espresse da persone con la qualità dei sentimenti e dei pensieri spontanei nella dimensione possibile della loro vita. La comunicazione e la percezione dell’arte che “si prende cura” sono un messaggio di bellezza e di forme intime di dialogo che vanno raccolte e riposte nella mente di ciascuno come risorse di salvezza nelle quali sperare per sé. Ted Gordon inizia a disegnare a 30 anni, quando, superata un’infanzia desolante, trova un impiego nell’ospedale pubblico ed una vita ordinaria; inizia su taccuini di carta, “scarabocchi da telefono”, poi recupera i cartoni da imballo delle lastre per raggi x. Paul Duhem da sempre artista irrequieto, ritorna in Belgio nel 1945 con una condanna per collaborazionismo commutata in reclusione psichiatrica. Torna a fare quello che aveva sempre fatto, lavorare la terra. Prende in mano matite e pennelli all’età di 70 anni. Esempi di esistenze sottili e paesaggi invisibili. Di qui e d’altrove nascono opere d’arte: manicomi, strutture protette, contesti marginali ma anche luoghi comuni, angoli di strade, stanze nascoste e atelier improvvisati. Percorsi silenziosi come quelli che qui vicino si sono intrecciati, vi ritornano ora, abbattuti i muri fisici e mentali, per riacquistare la dignità umana e artistica in quanto portatori di umori, visioni e linguaggi universali.
 

 



SABATO 13 NOVEMBRE 2010 ORE 09,30

Sala convegni G. Righi – TEP – Via Baganza 9



PROF. IGNAZIO MARINO  MONSIGNORE JANES SCHIANCHI (S.E. ENRICO SOLMI)

Scienziato Senatore della Rpubblica Vescovo di Parma



Presenta ROCCO CACCAVARI – Presidente Associazione Marino Savini

Introduce ADELE TONINI – Direttivo Associazione Marino Savini

Intervista LUIGI ALFIERI – Caporedattore Gazzetta di Parma

Dalla Gazzeiia di Parna sel 11 novembre 2010:

 DIALOGO IL VESCOVO SOLMI E IL PROFESSOR MARINO A CONFRONTO

Fede, etica, diritti e le medicine del vivere e del morire


Sabato un incontro organizzato dall'Associazione Marino Savini



Il senatore Ignazio Marino la­scia la cattedra al Marino chirur­go di fama internazionale, il ve­scovo Solmi «ripone» il pastorale e veste i panni del presidente della Commissione episcopale perma­nente per la famiglia e la vita della Cei. Due protagonisti di altissimo livello, con un curriculum d’ec ­cezione e una vasta esperienza, dunque per il convegno «Medi­cina, fede, etica e diritti», orga­nizzato dall’associazione «Mari­no Savini». Accanimento tera­peutico e testamento biologico, ma anche l’introduzione delle cel­lule staminali nella medicina mo­derna e la libertà di coscienza: ec­co alcuni degli argomenti che ver­ranno affrontati durante il mee­ting, che si terrà sabato mattina alle 9.30 nella sala convegni Righi della Tep, in via Baganza. Il potere di vita e il diritto di morte attra­verso la testimonianza di questi due grandi uomini «e partiremo proprio dal libro di Marino “Nelle tue mani” - spiega Rocco Cacca­vari, presidente dell’associazione Savini - per offrire ai parmigiani un’occasione di riflessione su quei temi fondamentali per la società intera». «Questo dibattito non ha nessun intento politico - precisa Caccavari - e neppure religioso. Qui si tratta di etica e di dialogo». Ad introdurre i lavori sarà Adele Tonini, ginecologa, ex dirigente dello spazio salute immigrati del­l'Ausl e componente nel direttivo dell’associazione Savini. Luigi Al­fieri, caporedattore della Gazzetta di Parma, intervisterà i relatori. Ignazio Marino, senatore del Pd, è un chirurgo di fama internazio­nale specializzato in trapianti. Nel 1999, dopo una lunga carriera ne­gli Stati Uniti, ha fondato e diretto l’«Istituto mediterraneo per i tra­pianti e terapie ad alta specializ­zazione » di Palermo e l’anno dopo è entrato nel team che ha eseguito gli unici due xenotrapianti di fe­gato, da babbuino ad uomo della storia della medicina. «Ed è pro­prio nell’incontro con monsignor Solmi - aggiunge Caccavari - uo­mo di fede e di alte responsabilità religiose, che fioriranno nuovi spunti. L’obiettivo dell’associazio ­ne Savini è favorire il dialogo e la riflessione nella convinzione che chi sceglie di fare il medico debba essere spinto dalla passione e dall’impegno di condividere sof­ferenze e gioie altrui».  c.p.



Presentazione
Adele Tonini e Rocco Caccavari.


IL CONVENO
Dalla Gazzetta di Parma sel 14 novembre 2010:
 


INCONTRO DIBATTITO


NCONTRO IGNAZIO MARINO E JAMES SCHIANCHI: CONFRONTO SU FEDE, POLITICA E MEDICINA

Chi stacca la spina, il medico o il malato?


Accanimento terapeutico ed eutanasia: un dialogo sereno



Ilaria Moretti


Le questioni sono delicate. Quando si parla della vita, della fine come del suo inizio, nessuno ha in tasca la verità. Cellule sta­minali, tecnologie mediche, esi­stenze «sospese» di persone at­taccate a una macchina: su que­sti temi l’unica strada possibile sembra quella del confronto tra scienza, fede e politica.

Un esempio di confronto sui problemi della bioetica - pacato, profondo, rispettoso - è andato in scena ieri tra il senatore del Pd, Ignazio Marino, chirurgo di fama internazionale specializza­to nel trapianto di fegato, e il teologo monisignor James Schianchi, già docente di teolo­gia della Cattolica di Milano, che ha sostituito il vescovo impegna­to ad Assisi nella Commissione nazionale per i problemi fami­gliari. L’incontro, organizzato dall’associazione «Marino Savi­ni » nella sala Righi della Tep, ha preso spunto dal libro del sena­tore chirurgo «Nelle tue mani», edito da Einaudi. Moderatore del dibattito Luigi Alfieri, capo­redattore della Gazzetta.

Con lui al tavolo dei relatori, anche Rocco Caccavari, presi­dente dell’associazione, e la gine­cologa Adele Tonini. «Negli anni '70 - ha spiegato Marino - eco­grafia, tac e risonanza magnetica non esistevano. Per fare una dia­gnosi accurata bisognava aprire la pancia del paziente e guardarci dentro. Pensate quanto è cambia­to grazie alla tecnologia».

Grandi conquiste ma anche nuovi problemi. Dopo l’avvento del respiratore artificiale, ricor­da il chirurgo, «fu lo stesso Pio XII a chiedere ai medici di aiu­tarlo a definire il concetto di vita umana». Profonda la riflessione del teologo: «Per la visione giu­daico- cristiana - ricorda - la co­noscenza non ha limiti in sé se non quello di essere utilizzata in una dimensione etica. Allo stes­so modo la libertà deve essere coniugata con la responsabilità. Se non tengo conto delle con­seguenze delle mie scelte non so­no pienamente uomo».

Ma a chi spetta la libertà di scegliere nei casi di fine vita, quando la sopravvivenza del ma­lato dipende da una macchina? «Il ricorso alla tecnologia medi­ca non dovrebbe mai costituire un obbligo ma una decisione personale del malato. E il medico deve accompagnarlo, non im­porgli la propria visione - secon­do Marino -. In Italia, ora, non si può staccare il respiratore anche se non c'è nessuna possibilità di risveglio. La legge sul testamen­to biologico che avevo depositato permetteva a ciascuna persona di scegliere quale strada percor­rere, anche di tornare a casa: l'at­tuale maggioranza ha voluto e scritto un provvedimento diver­so. Ma non sta solo alla politica prendere decisioni così persona­li. Serve un confronto tra più componenti: scienziati, religiosi, e, anche, politici».

Confida, invece, nel giudizio dei medici, il teologo: «Il rap­porto medico-paziente non è mai paritario perché quest’ulti­mo è in una condizione di sof­ferenza. Insomma, il medico do­vrebbe essere semplicemente un 'meccanico' che soddisfa le ri­chieste del malato? O non deve invece agire secondo scienza e coscienza, nell’ambito di un giu­dizio collegiale dove non vanno escluse la famiglia e la volontà del paziente?».

Confronto sereno, ma qualche domanda imbarazzante alla Chiesa, Marino, che si definisce «credente nella vita e laico in me­dicina » (comunque contrario al­l'eutanasia), non l’ha risparmiata: dalle staminali («E' più giusto che gli embrioni congelati si spenga­no nel freddo o che le cellule sta­minali vengano prelevate per cer­care di curare le malattie?»), alle contestazioni per il nobel a Ro­bert Edwards, padre della fecon­dazione in vitro («Sono sbigottito per l’attacco di alcuni membri della gerarchia ecclesiale, in real­tà temo che non si conosca bene quello che ha fatto e dove si è fer­mato lo scienziato»).

Pacata e puntuale la replica di monsignor Schianchi - che ha raccontato di ascoltare spesso Radio Radicale nei suoi sposta­menti in macchina -: «Non sarei così aggressivo, come lo sono stati alcuni politici sui mass media, se a volte la gerarchia esprime qual­che riserva». I vescovi, insomma, parlano come comuni cittadini, perché sono cittadini: «Se poi hanno autorità nella Chiesa, que­sto riguarda i cattolici».



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TESTAMENTO BIOLOGICO
E I TRATTAMENTI DI FINE VITA
TRA COSCIENZA E DIRITTO

 MERCOLEDI' 25 FEBBRAIO 2009 ORE 17,30
SALA CONFERENZE PUBBLICA ASSISTENZA VIA GORIZIA,2 PARMA

Prresentazione del libro

Storia di una morte opportuna”

di GANNA MILANO e MARIO RICCIO

(Sironi Editore)

Modera l'incontro:

ROCCO CACCAVARI

Presidente Associazione Marino Savini

Dialogano con gli autori:

GIOVANNI BRAIDI

Sociologo psicologo psicoterapeuta


 DON UMBERTO COCCONI

Parroco della Chiesa di San Giovanni Battista

BRUNO FONTANESI

Psichiatra psicoterapeuta

VITTORIO FRANCIOSI

Oncologo ospedaliero Membro del Centro di Bioetica Luigi Migone di Parma

Interviene PAOLA PELLINGHELLI ONOFRI



 

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Ospedale e territorio:impegni comuni e risorse specifiche professionali e tecnologiche per una organizzazione responsabile conveniente alla Sanità per la salute dei cittadini”

Sabato 4 ottobre 2008

ore 8,30 /14,30

Sala Congressi MONOBLOCCO

Azienda Ospedaliero -Universitaria di Parma

 Programma

 8,30 Registrazione partecipanti

Moderatore

Rocco Caccavari Presidente Associazione Marino Savini

 Relazione:

 Prof. Ivan Cavicchi Docente di Sociologia dell'Organizzazione Sanitaria e Filosofia della

Scienza nelleUniversità della Sapienza e di Tor Vergata di Roma

 ntervengono:

 Dott. Gianfranco Cervellin Direttore del Pronto Soccorso e Medicina d'Urgenza

Azienda Ospedaliero Universitaria di Parma

 Dott. Massimo Fabi Direttore Sanitario Azienda Sanitaria Locale di Parma

 Prof.Avv. Luciano Salvi Consigliere Regionale A.I.O.P. - Associazione Italiana Ospedali Privati

 Dott.Luca Sircana Direttore Sanitario Azienda Ospedaliero Universitaria di Parma

 Dott. Giorgio Ugolotti già Direttore della Medicina Nucleare Azienda Ospedaliero

Universitaria di Parma

13,00 Discussione

 14,00 Questionario di valutazione ECM

                                                                                                Destinatari del corso

Tutte le categorie professionali in ambito sanitario e la cittadinanza. La partecipazione è gratuita.

Sono stati richiesti i crediti formativi alla Commissione Regionale ECM

Segreteria scientifica:Presidenza e Consiglio direttivo della Associazione Marino Savini

 

Modalità di iscrizione:

Le iscrizioni dovranno pervenire entro il 2 ottobre 2008 a mezzo posta elettronica associazionemarinosavini@virgilio.it associazionemarinosavini@virgilio.it Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

oppure telefonicamente (R.Caccavari 333 6885363, M.C.Cimicchi 0521 316580, A.Contini 0521 703280, R. D'Ippolito 0521 703490, F.Magnani 0521 396537

                                                                  
  

RELAZIONI

              
    La sanità tra vecchi riformismi e nuovi controriformismi

(Libro verde e federalismo)

Ivan Cavicchi



Giudicare un sistema sanitario: cosa vuol dire?


  • Il nostro sistema sanitario è giudicato a livello internazionale secondo alcuni indicatori di performance, come uno dei tre migliori sistemi al mondo.

  • Questo non vuol dire che non abbia fragilità, insufficienze, incongruità.

  • Se esistono valori e disvalori non sono accettabili giudizi sommari siano essi negativi o positivi

  • Il giudizio deve per forza essere articolato

  • I giudizi sommari in genere sono giudizi a priori e spesso con forti implicazioni ideologiche. Quindi non sono mai giudizi obiettivi

  • La destra e la sinistra esprimono spesso giudizi sommari sulla sanità


Realtà del sistema sanitario italiano


  • A livello ‘alto’ è un buon sistema per:

principi, finalità, esiti pratici di tutela, meccanismi di solidarietà, cooperazione tra privato e pubblico, varietà dell’offerta di servizi, costi contenuti rispetto ad altri paesi europei ecc.

  • A livello ‘meso’ è un sistema con problemi e contraddizioni:

è poco e mal governato con importanti squilibri territoriali con forte disuguaglianze e sperequazioni, con molte irrazionalità, con grandi idee strategiche incompiute, con molti anacronismi ecc.

  • A livello basso vi sono pesanti problemi pratici:

medicina difensivistica, degenerazione della libera professione medica, crescente contenzioso legale, forti contraddizioni tra domanda di salute e offerta di servizi, riorganizzazioni poco efficaci, fraintesa aziendalizzazione ecc.




Il pensiero debole del riformismo sanitario


  • Le questioni aperte che abbiamo accennato non sono tanto le conseguenze di un sistema colpevole perché impossibile ma del pensiero debole che sino ad ora ha pensato questo sistema

  • Quasi trent’anni di riformismo si potrebbero riassumere così:

    • siamo partiti con una riforma ( 1978 ) che era un grande progetto di cambiamento del modello di tutela ma soprattutto del rapporto tra bisogni e risorse imperniato sul diritto alla salute;

    • strada facendo siamo passati dal cambiamento ad una politica di miglioramento del modello di tutela dato, quindi di razionalizzazione e di razionamento di un vecchio rapporto tra bisogni/risorse:

    • ne è uscito 1) un paradosso : miglioramento senza cambiamento; 2) un ossimoro: riformismo conservatore.


  • Razionalizzazione, gestione, amministrazione sono state le tre grandi idee che hanno guidato le politiche sino ad ora. In loro nome sono state prese importanti decisioni: le usl sono diventate asl ( 1992/93 ) ; sono stati scorporati gli ospedali dalle asl; sono stati chiusi molti ospedali e quindi si sono tagliati migliaia e migliaia di posti letto; si sono combattuti sprechi e inutilità, si sono affermati valori razionali come l’efficienza, l’appropriatezza, l’evidenza, e tante altre cose.

  • Contestualmente però sono emerse non poche contraddizioni:sono cresciute le diseguaglianze di trattamento, di fruizione, di esito; è cresciuta costantemente la spesa privata ma per avere prestazioni essenziali; si sono svantaggiati da ogni punto di vista i soggetti più deboli; è invalsa un’ideologia economicistica in conflitto con l’etica; il regionalismo come base del sistema sanitario è degenerato in regionismo cioè la politica si è ridotta a gestire la gestione; sono cresciuti i comportamenti opportunistici degli operatori (di tutti i tipi ) accrescendo i costi dei servizi ma abbassando nella qualità; si sono acuite grandi questioni professionali soprattutto per i medici ecc.


Politiche di risparmio ( razionalizzazione e razionamento )


  • Il pensiero debole in questi trent’anni di riformismo si esprime soprattutto nel conseguimento di obbiettivi di risparmio, ottenendo importanti risultati rispetto al rallentamento della crescita della spesa;

  • Tutte le pratiche di risparmio sono state guidate da politiche di compatibilità come se fosse impossibile risparmiare con politiche diverse (compossibilità, sostenibilità ecc ). Il pensiero è debole proprio perché pensa solo ed esclusivamente con la logica della compatibilità

  • Le politiche di risparmio sono state messe in opera dalle aziende preoccupate solo ed esclusivamente dell’equilibrio economico come se non vi fossero altri modi per raggiungere gli stessi obbiettivi (governo dei costi di transazione, modifica dei modelli di tutela ecc.). Il pensiero è debole anche per questo

  • I miglioramenti apportati al sistema sanitario per fini di risparmio hanno supposto che il risparmio possibile fosse sufficiente a far fronte al crescente fabbisogno di spesa sanitaria. Questa teoria è stata smentita dai fatti. A fronte di ben quattro patti di stabilità abbiamo ancora un sistema strutturalmente tendente al disavanzo e una domanda che continua inesorabilmente a crescere: oggi tredici regioni sono in disavanzo dopo anni di razionalizzazione esistono ancora vaste sacche di inefficienza e di sprechi, esistono ancora forti squilibri territoriali.


Il pensiero debole


  • Il pensiero debole non ha solo le forme dell’insufficienza delle politiche di razionalizzazione descritte:

- obiettivi strategici quali l’integrazione, la partecipazione, la prevenzione ancora oggi sono molto al di sotto delle più ragionevoli aspettative;

- gravi omissioni strategiche : non si è mai voluto riformare la formazione medica nel suo complesso e né riformare gli arcaici statuti professionali degli operatori pur cambiando schemi organizzativi, forme di gestione e strategie;

- eccessi di semplificazione: molte grandi questioni sono state a dir poco banalizzate come il discorso della qualità, il rischio e l’errore e il governo clinico ecc

- importanti contraddizioni: comportamenti opportunistici degli operatori

( libera professione nelle strutture pubbliche, medicina difensivistica ecc)

e crescita esponenziale delle disuguaglianze

- mancate ridefinizioni dei modelli (azienda, ospedale, distretto )


Il libro verde


  • Il titolo è ‘La buona vita in una società attiva’. Presentato dal ministro Sacconi esso è l’applicazione alla sanità della logica del federalismo fiscale ma non solo.

  • La proposta consiste nel cambiare il genere pubblico del sistema sanitario attuale sostituendolo con un genere misto ( a più pilastri ) basato su famiglia, comunità, mutue , fondi integrativi e una ridotta sanità pubblica

  • Cambiare genere di sistema significa a monte un giudizio sommario negativo, cioè ‘ a priori’ che non distingue i valori dai disvalori;

  • cambiare genere di sistema conservando intatti le specie di modelli e i tipi di servizi e di pratiche è un’ operazione conservatrice e non innovatrice come appare

  • il cambiamento vero nel libro verde riguarda la ridiscussione radicale dell’universalismo attraverso una redistribuzione diseguale delle opportunità di salute

  • cambiare genere di sistema senza valutare gli impatti e le fattibilità rispetto ai cittadini significa che l’operazione nuda e cruda è un taglio significativo al sistema pubblico per tagliare significativamente la sua spesa

  • cambiare genere di sistema significa privatizzare, corporativizzare attraverso le mutue, delegare a soggetti sociali compiti pubblici ( ad esempio le famiglie )

  • l’obbiettivo di fondo del libro verde non è più il risparmio e quindi le politiche di miglioramento ma un trasferimento di una grossa quantità di oneri dalla fiscalità generale al reddito privato. Ciò è dimostrato dal fatto che le esperienze degli altri paesi dimostrano che i sistemi misti, pseudo privati con una bassa incidenza del pubblico costano in termini ‘macro’ molto più dei sistemi pubblici.

  • Cambiare genere di sistema vuol dire di fatto abrogare l’art. 32 della Costituzione. Il passaggio che viene proposto è dal Welfare State fondato sul diritto ad un Workfare fondato sulle occupazioni garantite.

  • Tutto questo ripropone in forme nuove e diverse ancora una volta un pensiero debole:

    • il vecchio riformismo evitava la questione dei modelli migliorando lo status quo;

    • il libro verde evita a sua volta la questione del cambiamento dei modelli cambiando il genere pubblico del sistema.


Emergenza finanziaria


  • lo sfondo che spiega la logica del libro verde è quella della crisi economica-finanziaria del paese. E’ evidente che se non cresce il PIL non è ragionevole rifinanziare la spesa sanitaria.

  • Questo sfondo tuttavia è composto da altre pesanti questioni quali ad esempio il basso livello dei salari, l’alta pressione fiscale, i problemi di sopravvivenza delle famiglie

  • L’impatto che può avere il cambiamento di genere del sistema su le condizioni materiali di vita delle persone rischia di essere molto pesante

  • Si dovrebbe valutare invece la possibilità di fare della sanità pubblica debitamente rinnovata proprio una risposta alla crisi finanziaria del paese altrimenti il rischio è di esasperare le condizioni già troppo precarie degli individui e delle famiglie

  • La scelta del libro verde sembra però diversa: il Workfare di tipo mutualistico pare offrire privilegi alle categorie più forti quelle con redditi garantiti, contratti, occupazione; di contro la sussistenza (famiglia, comunità) appare come un Welfare delegato e finalizzato alle categorie più deboli ( bambini, anziani, andicappati, malati mentali ecc) come se rispuntasse la vecchia teoria liberista dell’anti economicità ‘dell’anatra zoppa’


Per una ragionevole mediazione


  • Si assuma la realtà innegabile dell’emergenza finanziaria del paese

  • Anziché cambiare genere di sistema si cambi genere di strategie e quindi di politiche

  • Esiste una ‘terra di mezzo’ che è un pensiero forte di cambiamento profondo della specie di modelli e tipi di servizi con l’obbiettivo di trovare più avanzate soluzioni di compatibilità, compossibilità, sostenibilità tra diritto alla salute ed economia

  • Questo non vuol dire che le politiche di razionalizzazione e di buona gestione si devono abbandonare (tutt’altro), ma semplicemente che esse non sono più né le uniche politiche né le più importanti


Cambiamento dei modelli


Per cambiare il sistema sanitario pubblico senza rinunciare ai suoi valori di fondo è necessario riformare alcune sue realtà:


    • ospedale: è il servizio che costa di più e che è anche il più in crisi

    • statuti professionali degli operatori:il costo del lavoro è quello più alto tra le altre voci di costo. Si tratta di andare oltre le figure tradizionali dei dipendenti esecutori di compiti per disporre di

 

 

Con il patrocinio e la collaborazione della

AZIENDA OSPEDALIERA-UNIVERSITARIA DI PARMA


 

CONVEGNO

Salute e farmaci: danni da abuso e educazone al consumo.

Le responsabilità etiche sociali e economiche dei professionisti addetti dalla ricerca alla prescrizione”

Sabato 5 aprile 2008

ore 8,30 /14,30

Sala Congressi MONOBLOCCO

Azienda Ospedaliera-Universitaria di Parma


 

Programma

8,30 Registrazione partecipanti


 


 

Moderatore

Rocco Caccavari Presidente Associazione Marino Savini


 

Comunicazioni di;


 

Prof. Federica Gardini Docente di Biotica Università degli Studi di Parma

Presidente del Comitato Etico


 

Prof. Carlo Coscelli Azienda Ospedaliera-Universitaria di Parma

Presidente Commissione Provinciale del Farmaco


 

Prof.Enzo Molina Docente di Farmacologia Università degli Studi di Parma


 

Dr. Matteo Curti Medico di Medicina Generale – Commissione nazionale Terapia del dolore


 

Dr. Fabrizio Piazza Responsabile Farmacie Rurali Federfarma e coordinatore Commissione ECM Federfarma Emilia-Romagna


 

Adriana Gelmini Segretaria Regionale Emilia-Romagna Cittadinanza Attiva-Tribunale del Malato


 

13,00 Discussione


 

14,00 Questionaario di valutazione ECM


 

Destinatari del corso

Tutte le categorie professionali in ambito sanitario e la cittadinanza.La partecipazione è gratuita.

Sono stati richiesti i crediti formativi alla Commissione Regionale ECM

Segreteria scientifica:Presidenza e Consiglio direttiivo della Associazione Marino Savini


 

Modalità di iscrizione:

Le iscrizioni dovranno pervenire entro il 3 aprile 2008 a mezzo posta elettronica associazionemarinosavini@virgilio.it

oppure telefonicamente (R.Caccavari 333 6885363, M.C.Cimicchi 0521 316580, A.Contini 0521 703280, R. D'Ippolito 0521 703490, F.Magnani 0521 396537)

RELAZIONI


Abuso di farmaci: interazioni tra OTC e farmaci da prescrizione.

di FABRIZIO PIAZZA
 
Dopo molti anni di utilizzo di farmaci sempre più raffinati e sofisticati, frutto di una ricerca indirizzata a preparare prodotti che minimizzino gli effetti collaterali ed enfatizzino l’effetto principale, molti dei prodotti inizialmente introdotti sul mercato con l’obbligo di ricetta medica hanno subito negli ultimi anni un delisting che ha portato a sminuirne l’importanza, perché la sicurezza e la conoscenza di molti principi attivi dovrebbe essere una conoscenza ormai consolidata.
Dobbiamo considerare che molti di questi principi attivi hanno ancora una notevole importanza nelle prescrizioni mediche e il fatto di averli introdotti nel commercio come OTC e SOP deve farci riflettere sulla possibilità di vederne amplificato l’abuso e la comparsa di effetti e interazioni con i farmaci da prescrizione.
I dati provenienti dagli USA ci dicono che il problema si manifesta particolarmente nei giovani e che circa un terzo dell’insieme delle sostanze di abuso sia costituito da farmaci antitosse e generici da banco. Il principio attivo più a rischio di abuso è il destrometorfano, presente in numerosi farmaci da banco. A questo principio attivo si aggiungo prodotti da prescrizione che, in associazione tra loro, hanno consentito agli specialisti dei pronto soccorso di descrivere queste interazioni che si presentano con sintomi molto seri quali convulsioni, crisi di soffocamento, allucinazioni.
Esistono poi disturbi che inducono l’assunzione di farmaci anche in dosi considerevoli, come ad es. la cefalea. Si calcola che circa il 3-5% della popolazione mondiale accusi mal di testa a causa della cronicizzazione del disturbo. Questi dati e queste definizioni non individuano una patologia vera e propria ma una categoria nella quale includere varie forme di cefalea tra le quali la cefalea da abuso di farmaci. Questi disturbi compromettono la qualità della vita. E’ noto che molti farmaci utilizzati come analgesici per combattere il mal di testa per più di 10 giorni in un mese sembra siano essi stessi in grado di provocare il disturbo.
In particolare i prodotti che combinano aspirina, paracetamolo e caffeina, gli alcaloidi dell’ergotamina e diidroergotamina, i triplani sembra siano quelli più a rischio.
Uno studio ha evidenziato che l’abuso di questi farmaci per più di 15 giorni al mese ha generato una cronicizzazione della cefalea caratterizzata da mal di testa che diventa sempre più intenso con una eccessiva assunzione di farmaci e regredisce con episodi sempre meno frequenti con la loro sospensione nel giro di due mesi.
La raccomandazione con la quale accompagnare la consegna del farmaco è quindi evitare una escalation rapida nel dosaggio e di evitare l’associazione di questi principi attivi.
Questi sono alcuni esempi tratti dal mondo americano ma anche da noi, recentemente, sono variate notevolmente le possibilità di accedere all’acquisto di farmaci fino a poco tempo distribuiti esclusivamente dalle farmacie.
Il decreto Storace prima e decreto Bersani poi hanno reso più facilmente accessibili i cosiddetti farmaci OTC e SOP al di fuori della farmacia tradizionale.
Esiste poi un canale in grande espansione che è Internet dal quale è molto facile accedere a farmacie virtuali che inviano prodotti dei quali non si conosce la provenienza e per i quali raramente viene richiesta la relativa ricetta medica. Secondo un rapporto di una Agenzia dell’ONU l’85% delle farmacie operanti su Internet non richiede la prescrizione medica per l’invio del medicinale e nei paesi in via di sviluppo dal 25 al 50 % dei medicinali viene da queste transazioni con conseguenze gravi perché molti di questi farmaci sono frutto di furti o, nelle peggiori delle ipotesi, fabbricati senza nessun controllo.
Per quello che riguarda l’abuso dei farmaci da automedicazione stiamo assistendo ai primi problemi. Tutti conosciamo l’abuso di FANS e i rischi legati a questi prodotti.
A molti non sarà sfuggito che se ho bisogno di ibuprofene da 400 mg lo stesso prodotto viene commercializzato come OTC con tantissimi spot televisivi oppure come specialità soggetta a ricetta medica. Stesso prodotto, stesso dosaggio, diverso trattamento; perché?
La tossicità del prodotto è identica, i rischi identici.  
Il fatto che un farmaco sia considerato da banco non è indice della sua mancanza di pericolosità.
Questo inverno, durante il periodo influenzale , è stato ampiamente consigliato di utilizzare in caso di febbre il paracetamolo. In molti casi insieme con la febbre si è presentato il vomito. A molti pazienti il medico ha consigliato l’utilizzo di metoclopramide, ricettando il prodotto. Il paracetamolo è talmente diffuso e usato che ormai non viene più indicato il dosaggio al paziente, ma solo indicato di utilizzarlo. L’uso combinato di paracetamolo e metoclopramide, che aumenta l’effetto del paracetamolo, ha permesso in qualche caso di vedere gli effetti del sovradosaggio di paracetamolo. Altri effetti che conosciamo e che riguardano prodotti molto facili da reperire sono l’aspirina e l’ibuprofene. L’ibuprofene aumenta l’effetto antiaggregante piastrinico dell’aspirina ma raramente il paziente dice al medico di avere assunto aspirina perché questa non viene più vista come un farmaco perché ampiamente in pubblicità e pertanto “non può far male”.
Un’altra interazione che vediamo frequentemente in farmacia è dovuta all’utilizzo contemporaneo di antiacidi con antiulcera o inibitori di pompa.
L’effetto dell’antiacido è preminente e riduce l’assorbimento degli altri farmaci. Anche in questo caso la somministrazione contemporanea di questi farmaci avviene perché il paziente non è più abituato a considerare l’antiacido come un medicinale importante e quindi dimentica di comunicare al medico di avere preso questo medicinale.
C’è poi tutto il capitolo del cosiddetto “naturale”.
La standardizzazione dei principi attivi di origine naturale ha permesso di ottenere prodotti sicuramente molto ben fabbricati e con titolo di principio attivo costante; ma questo non ne diminuisce la pericolosità.
Faccio solo un esempio: l’erba di S. Giovanni.
Oggi l’utilizzo di derivati di questa pianta è in grande aumento perché “ non è pericolosa, è naturale”. Ma il contenuto di ipericina in ogni compressa è di trecento mg da assumere tre volte al dì. Totale 900 mg. Fino a poco tempo fa questa terapia necessitava di ricetta medica. E ora?
Credo sia necessario spendere molto tempo in informazione per far capire che il farmaco di libera vendita si presta a grandi abusi e a grandi sorprese. E’ indispensabile cercare di capire se il paziente associa alla terapia prescritta dal medico una terapia fai da te per diminuire i rischi di abuso dei farmaci, salvaguardando quel bene prezioso che è il farmaco. La conoscenza del paziente che si rivolge in farmacia ha permesso fino a poco tempo fa di seguire le terapie, soprattutto nei cronici, e di diminuire i problemi prima evidenziati.
E’ evidente che ora, con la possibilità di trovare il farmaco in canali non convenzionali, rende questa opera di controllo e consiglio più difficile. E’ evidente la necessità di vigilare maggiormente
per evitare che i danni da abuso di farmaci diventino sempre più pesanti.
I dati in nostro possesso dovrebbero farci riflettere.



 

 

 


 

con il patrocinio di

AZIENDA OSPEDALIERO-UNIVERSITARIA DI PARMA


 

CONVEGNO


 

RESPONSABILITA' E TUTELA DEGLI OPERATORI SANITARI:

LA MEDICINA DIFENSIVA


 

Sabato, 22 Settembre 2007

ore 8,30/14,30

Sala Congressi MONOBLOCCO

Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma


 

Programma:


 

8,30 Registrazione partecipanti


 

9,00 Saluto delle Autorità


 

Moderatore:


 

Rocco Caccavari Presidente Associazione Marino Savini


 

Comunicazioni di:


 

Tiberio D'Aloia Presidente dell'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Parma


 

Maurizio Maggiorotti Presidente Nazionale Associazione Medici Accusati di Malpractice Ingiustamente (AMAMI)


 

Bruno Magliona Professore di Medicina Legale dell'Università degli Studi di Parma


 

Francesca Moccia Coordinatrice Nazionale Cittadinanza Attiva e Tribunale per i Diritti del Malato



 

Interventi preordinati:


 

Bruno Agnetti Presidente Regionale Sindacato Medici Italiani (SMI)

Pasquale la Torre Delegato RSU CGIL

Corrado Parodi Segretario Provinciale Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (FIMMG)


 

13,00 Discussione


 

14,00 Questionario di valutazione ECM



 



 

Destinatari del corso

Tutte le categorie professionali in ambito sanitario e la cittadinanza. La partecipazione è gratuita

Sono stati richiesti i crediti formativi alla Commissione Regionale ECM


 

Segreteria Scientifica: Presidenza e Consiglio Direttivo dell’Associazione Marino Savini. 

Modalità di Iscrizione:

Le iscrizioni dovranno pervenire entro il 20 Settembre 2007 a mezzo posta elettronica associazionemarinosavini@virgilio.it

oppure telefonicamente (R.Caccavari 333 6885363, M.C.Cimicchi 0521 316580, A.Contini 0521 703280, R. D'Ippolito 0521 703490, F.Magnani 0521 396537)

 

 


 


 

 

CONVEGNO


 

SALUTE E RUOLO DELLA SANITA’ PUBBLICA: QUALE FUTURO”

 

RICORDANDO MARINO SAVINI A 10 ANNI DALLA SCOMPARSA

 

 

SABATO 17 DICEMBRE 2005 ORE 9

SALA CONGRESSI OSPEDALE MAGGIORE

VIA GRAMSCI,14 PARMA

 

 

ORE 9

PRESENTA:

ROCCO CACCAVARI Presidente Associazione Marino Savini

INTERVENGONO:

ELVIO UBALDI Sindaco di Parma

VINCENZO BERNAZZOLI Presidente della Provincia

LORIS BORGHI Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia

MARIA LAZZARATO Direttore Generale Azienda USL

SERGIO VENTURI Direttore generale Azienda Ospedaliera

 

ORE 10

IVAN CAVICCHI Docente di Sociologia della sanità e Filosofia della medicina

Università della Sapienza e Tor Vergata Roma

 

“LA PROSPETTIVA DEL DIRITTO ALLA SALUTE:

GOVERNARE IL RAPPORTO BISOGNI/RISORSE”

 

ORE 11,15

COFFEE BREAK

ORE 11,30

GIORGIO UGOLOTTI Primario di medicina nucleare Azienda Ospedaliera di Parma

 

“GLI ANNI ‘90 E IL PROGRESSO TECNOLOGICO

IN RADIOLOGIA”

ORE 12

DARIO OLIVIERI Direttore Clinica Pneumologica Università di Parma

 

“ MEMORIA E STORIA DI UN MEDICO SOCIALE”

0RE 12,30

Proiezione del filmato:

 

“MARINO”

 

di LUCA BUSI e LUCIANO RECCHIA

 

ORE 13 CONCLUSIONI

  CONVEGNO


 Lavoro e salute:

le responsabilità di istituzioni aziende e lavoratori

per la sicurezza e la prevenzione di rischi e infortuni"

VENERD' 14 DICEMBRE 2007 ORE 5,3O

SALA CONVEGNI DELLA PUBBLICA ASSISTENZA

VIA GORIZIA,2/a 43100 PARMA


 con il patrocinio della Provincia di Parm

'Associazione Marino Savini intende proporre una discussione ragionata sui temi della sicurezza e della prevenzione del rischio sul lavoro con autorevoli esponenti delle rappresentanze sociali che a diverso titolo ne sono responsabili.
La minaccia quotidiana alla incoluumità e alla adeguatezza delle condizioni di operatività dei lavoratori impone una condotta istituzionale,aziendale e esecutiva fortemente orientata a coordinare in un sistema di etero ed auto controllo le componenti sociali coinvolte.

Le tragedie che ogni giorno rendeno il diritto al lavoro un esercizio pericoloso per l'incolumitàe il benessere della persona per tante categorie di lavoratori devono prodirre rimedi definitivia partire dalla lotta al lavoro nero.

Anche la diffusione selvaggia del precariato e la flessibilità incontrollata determinano accessi al lavoro caratterizzati a volte da una improvvisazione professionale che aumenta i rischi di infortuni con danni fisici immediati e sicuramente di stress emotivi e psicologici

Dalle ore 15,3o alle ore 19,30

Comunicazioni di:

MANUELA AMORETTI

Assessore Provinciale Formazione professionale Politiche del Lavoro

CESARE AZZALI

Direttore Unione Parmense degli Induatriali

ALESSANDRO BOSI

Sociologo Università degli Studi di Parma

NANDO CIGALA . STEFANO LUBERTINI – FRANCESCO MAGNANI

Servizio Prevenzione e Sicurezza nei kuoghi fi lavoro Distretti di Parma e Langhirano

CARMEN MOTTA

Vice pewsidente Commissione Lavoro della Camera dei Deputati

GINO RUBINI

Sindacalista CGIL Regionale Emilia Romagna

Modera l'incontro

ROCCO CACCAVARI

Presidente Associazione Marino Savini

nterventi ptrordinati

DIBATTITO

CONCLUSIONI